Il blog di Viola Venturelli

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Facebook? No grazie, preferisco Twitter

Photo credits: Uwebkk on Flickr

Sempre più persone tra cui amici, conoscenti, parenti inclusa mia madre mi chiedono cos’è e come si usa Twitter.

Senza avanzare pretese da guru della comunicazione, vorrei spiegare brevemente che cos’è per me Twitter, come lo uso e a che cosa serve. Forse qualcuno di voi marketer con cui ho giornalmente a che fare sgranerà gli occhi inorridito esclamando ‘Ma che gente frequenti!?’; Eppure ve lo devo dire: se ancora non ve ne siete accorti, intorno a noi c’è un sacco di gente che non solo non sa come si usa ma nemmeno che cos’è. Se avete solo amici che gestiscono 3 profili Twitter, 4 fanpage su Facebook e 2 canali su Youtube… andate in vacanza e allargare il vostro giro ai non webaholic!

Che cos’è. Twitter non è Facebook e pertanto:

– è severamente vietato usare i 140 caratteri a disposizione per dire le peggiori banalità come cosa avete mangiato a colazione o che bella giornata c’è là fuori (con alcune eccezioni)

– la gente vi sceglie per quello che scrivete quindi twittate solo ciò che ritenete interessante per voi e per gli altri (follower)

Twitter è per me un luogo dove cerco persone con interessi simili ai miei che hanno sempre qualcosa di nuovo e insolito da raccontarmi, e con cui a mia volta condivido le notizie stimolanti, divertenti o che mi fanno riflettere.

Twitter è una piazza senza confini, dove possiamo ascoltare ed essere ascoltati da orecchie di ogni parte del mondo. È per questo che lo preferisco nettamente a Facebook, che invece si regge su un principio di cerchie di conoscenze (allargate, ma pur sempre legate a noi): Twitter è libero, sei quello che scrivi in 140 caratteri, e se il tuo contenuto ha valore, la gente ti segue. In qualsiasi parte del mondo tu ti trovi. Non sei scelto per il tuo aspetto, il tuo passato, perchè non puoi rifiutare la richiesta di amicizia del capo o della fidanzata di tuo fratello: sei scelto perchè dici delle cose utili che possono servire a qualcuno.

Come si usa. Una volta chiarito ciò il 50% della fatica è fatta e possiamo aprire il nostro profilo Twitter. Un passo indietro: Twitter è una sorta di ‘rullo’ dove scorrono, 24h/24, notizie (tweet) le più varie pubblicate da chi (persone, società) abbiamo scelto di seguire. Riceveremo a quel punto i loro tweet ogni qualvolta ne pubblicheranno uno: suggestioni, link a notizie, immagini, sondaggi che magari sono sfuggiti al flusso delle notizie mainstream ma sono comunque molto interessanti per noi.

Questa fruizione è prettamente passiva ma va benissimo per cominciare. Vi accorgerete ben presto che la vostra home sarà molto affollata (io ricevo circa 100 tweet in un’ora), perciò assicuratevi di seguire solo chi vi racconta delle storie interessanti, vi fa ridere o vi insegna qualcosa.

A questo proposito vi consiglio caldamente di non giocare allo ‘scambio dei link’ modello ‘blogger della prima ora’. Tu linki me io linko te abbiamo tanti link e quindi siamo tanto famosi. No. Seguite solo chi vi interessa realmente, altrimenti:

–          Navigherte nella spazzatura digitale, vi deprimerete e chiuderete il profilo dopo due settimane

–          Sarete subito bollati come utente ‘fuffa’, da non prendere troppo sul serio, un po’ marchettaro e un po’ superficiale, fatto da chi non lo usa per davvero o non ne conosce i meccanismi. Un social media addicted che si rispetti segue delle persone e viene seguito da altre diverse, ossia: non seguo chi mi segue a meno che non sia a mia volta interessata a ciò che scrive. Cercate il profilo del vostro giornalista, attore o ministro preferito: la maggior parte di loro ha migliaia di follower mentre sceglie di seguire solo qualche decina di utenti, che spesso non sono quelli che lo/la seguono.

Non c’è tweet senza link. Qualche paragrafo fa ho parlato di link a notizie, immagini, sondaggi e appelli. Per leggere e farsi leggere c’è bisogno di un link. Sempre. È il mio mantra, e in base a quello decido chi seguire e chi evitare. In 140 caratteri dobbiamo incuriosire e invogliare il lettore a saperne di più. In 140 caratteri non si può esaurire un argomento ma si può fornire gli strumenti per scoprire nuovi percorsi e incrementare le nostre conoscenze, quindi un link.

Evitiamo quindi di raccontare che cosa abbiamo mangiato a pranzo – tranne se avete un blog di ricette da linkare – o che bella giornata di sole c’è qui fuori – tranne se avete realizzato un’infografica che confronta gli aspetti climatici di marzo degli ultimi 10 anni -. Ma è sempre comunque meglio, anche in questi casi, accennare già in questi 140 caratteri il tema di cui vi state occupando.

(Continua…)

Informazioni su violaventurelli

Giornalista professionista e pr, si occupa di media, attualità, politica.

3 commenti su “Facebook? No grazie, preferisco Twitter

  1. Pingback: Per ripartire dalle idee non bastano le ‘call for ideas’, ma… « MEDIA E POTERE di Viola Venturelli

  2. violaventurelli
    11/04/2012

    Ciao M., beh la pensiamo esattamente all’opposto se hai letto il post :)

  3. M...
    09/04/2012

    Non mi piace cinguettare, troppo frù frù

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Questa voce è stata pubblicata il 03/05/2012 da in Marketing, Me, Notizie con tag , , .
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