Il blog di Viola Venturelli

Racconto storie. Parlo di Startup e Lavoro. Giornalismo e Marketing. Cibo e ambiente.E di ciò che mi passa per la testa.

I soldi non sono tutto per uno startupper

Ho capito che un bando non fa una startup. Non bastano i finanziamenti per tirar su una cosa tua: servono relazioni, contatti, serve fare rete con altri imprenditori. È fondamentale poter conoscere altri startupper o giovani imprese per condividere i contatti professionali o mettere a disposizione degli altri le proprie competenzeper trarne reciproco beneficio.

Pensavo a Nicoletta che mi raccontava della sua impresa come fashion designer mentre giravo il documentario sui giovani imprenditori, e mi diceva “Ci sono veramente infinite cose da fare… sei da sola e non puoi cucire tutto il giorno, poi mandare le mail e promuoverti, poi prendere contatti nel negozio, poi pensare alla grafica e al flyer… insomma se sei più di uno è meglio”.

E così ho capito. Ho capito che i soldi non sono tutto. E ho scoperto BNI, un network di professionisti internazionale distribuito capillarmente anche in Italia, che lavora sul meccanismo delle referenze per cui ogni membro del Capitolo, che ammette un solo professionista per tipologia di attività, fa il nome di uno del gruppo quando i suoi clienti hanno un bisogno e cercano qualcuno con quelle competenze.

Ogni Capitolo funziona in modo abbastanza semplice: si paga una quota di iscrizione annua ci si incontra una volta alla settimana e ogni imprenditore ha a disposizione un pitch di un minuto per spiegare ciò di cui ha bisogno. A quel punto un altro membro del gruppo, se tra i suoi contatti professionali verrà a sapere che Tizio ha bisogno – ipotizziamo – di fare il logo o il sito web – gli farà il nome della persona che nel suo Capitolo si occupa di quella cosa. È il Giver’s Gain: se io porto nuovi clienti a te tu ne porterai nuovi a me.

C’è poi la condivisione delle competenze. Scambio di servizi. Un modo nuovo per definire il baratto, che vi garantisco anche tra le aziende più affermate va di gran moda. A maggior ragione uno startupper può trarne benefici: io ti do un servizio, ottengo un credito e posso chiederne un altro che altrimenti non potrei permettermi. In Italia c’è Cambiomerci.it, iBarter.it e Incambiodi.it. Funzionano generalmente con una quota di iscrizione annua e una percentuale su ogni transazione.

Infine è nato da poco un ‘gruppo d’acquisto’ esclusivamente B2B (business to business). Si chiama Giraffare.it, è italiano e vi propongono servizi fortemente scontati. E naturalmente anche la vostra impresa si può affiliare. Analizzate bene le condizioni dei deal che vi propongono affinchè l’opportunità non diventi un boomerang e non siate più in grado di soddisfare le richieste.

Credits: da un’idea di @Fedeactive. Foto illurama.nl

Informazioni su violaventurelli

Giornalista professionista e pr, si occupa di media, attualità, politica.

Un commento su “I soldi non sono tutto per uno startupper

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