Il blog di Viola Venturelli

Racconto storie. Parlo di Startup e Lavoro. Giornalismo e Marketing. Cibo e ambiente.E di ciò che mi passa per la testa.

Da Na’in a Esfahan tra le magie e i giochi di luce del bazar

A Na’in, fine giornata, mi riposo dentro uno splendido caravanserraglio ristrutturato e messo a completa disposizione del nostro gruppo…

La struttura e’ davvero meravigliosa, vi sono dieci archi a cupola sotto i quali v’e’ un breve corridoio che porta ad ogni ingresso. Le stanze sono a due piani, piccole e confortevoli, raccolte… Qui i mercanti nel passato trovavano ristoro, i cammelli venivano parcheggiati nel giardino e si poteva finalmente rilassarsi, godendosi un buon narghile’ riempito di spezie strane…

Non ho nemmeno il tempo di pensarli, questi mercanti con i loro argenti e i loro tappeti pregiati, che sono gia’ in viaggio per Esfahan, citta’ a dir poco meravigliosa, piena di storia, di vita, di gente e di traffico (nella foto un autobus di linea dove si intravede la separazione tra uomini davanti e donne dietro)….
La piazza di Naghsh-e Jahan e’ seconda per grandezza solo a quella di Tian an Men… Un rettangolo la cui fine rischia quasi di perdersi alla vista. Credo forse che abbia una lunghezza di 2 km. Su ogni lato della piazza c’e’ un monumento imponente, ognuno dei quali simboleggia uno dei poteri… Religioso, economico e politico. Due sono le moschee, immense, costruite in ben 18 anni di fatiche nel periodo Safavide (1600), ad architettura iraniana (pianta a croce con estremita’ regolari).

Anche qui sorprende sempre, oltre alle splendide decorazioni in piastrelle a sette colori e a intarsi blu che recano iscrizioni in farsi (e’ la lingua persiana), il gioco labirintico di cortili atti al riposo e alla meditazione, aperti, silenziosi. Altro dettaglio di cui non ero a conoscenza, il luogo della preghiera nelle moschee iraniane e’ all’aperto, non v’e’ copertura o soffitto, solo dei teloni ora che e’ estate per riparare un po’ dal sole caldo.

Che dire poi del bazar… Ovviamente il solo nome musica per le mie orecchie, tempio della contrattazione e dello scambio, di moneta si’ ma anche di sguardi, il mercante osserva e come nelle migliori tradizioni e’ un gioco sottile a chi dimostra meno interesse verso l’altro, e’ un gioco circolare di allontanamenti e riavvicinamenti verso l’oggetto prescelto, curato e studiato e infine contrattato per portarlo a casa al prezzo migliore. Per entrambi, ovviamente.
Capito poi, quasi per caso, al bazar verso le tre del pomeriggio, e’ quasi deserto, tutti i vani sono serrati e c’e’ poco movimento. Dalle 14 alle 16 era chiuso.

Son venuta apposta, infatti.

Il luogo ha cambiato totalmente volto, come ogni luogo che si rispetti vive di riflessi e nello stesso tempo di vita propria, cosi’ eccolo diventare un labirinto scuro, attraversato talvolta da lame di luce che lo mostrano nella sua fascinosa decadenza e nella sua reale struttura. Mi giro e rigiro, vado cauta verso le mete piu’ illuminate, ad un certo punto decido di tornare ma una luce piu’ abbagliante mi sorprende! La seguo e si apre davanti a me un cortile, che altro non e’ che il retro del bazar… Aleggia un’atmosfera decisamente affascinante, un fabbro accucciato salda con la fiamma ossidrica dei pezzi di letto in ferro battuto… Una costruzione in pietra si trova alla mia destra, forse i bagni, e di fianco ad essa una cupola, tutta di acciaio, adagiata sul pavimento terroso… Strano vedere un simbolo religioso, destinato ad essere un tetto svettante di qualche moschea nei paraggi, adagiato sul profano terreno del retro un po’ sporco del bazar….

Esco e mi sembra di nuovo che il tempo si sia trasferito su un’altra dimensione, o meglio la mia testa non sta piu’ nel reale ma e’ tornata inspiegabilmente (o forse no) nel mondo di magia orientale, mi sento parte del luogo e delle persone e il velo mi integra e mi lascia libera di guardare negli occhi chi mi passa accanto, tutti salutano contenti al nostro passaggio e se sanno qualche parola di inglese chiedono subito di dove siamo per poi ripetere, soddisfatti, Italiani, very good!

Alla prossima,Viola

Informazioni su violaventurelli

Giornalista professionista e pr, si occupa di media, attualità, politica.

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Questa voce è stata pubblicata il 13/08/2012 da in Me, Notizie, Storie, Viaggi con tag , , , , , , , .
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