Il blog di Viola Venturelli

Racconto storie. Parlo di Startup e Lavoro. Giornalismo e Marketing. Cibo e ambiente.E di ciò che mi passa per la testa.

Le torri del silenzio

Parlare di queste torri, che sono state di ieri la meta raggiunta al limite del tramonto, vorrebbe dire fare un torto al viaggio, tramite a dir poco indispensabile che da’ senso a ogni arrivo. Abbiamo macinato molti chilometri, quasi quattrocento, ed e’ stato semplicemente meraviglioso attraversare il deserto. Ogni deserto e’ fatto a modo suo: quello iraniano, che si trova nella zona centro-settentrionale e pervade buona parte del paese, svela man mano paesaggi diversi tra loro… Ho cominciato a perdermi mentre osservavo le montagne e i rilievi color porpora, che quasi abbagliavano sotto la luce del sole allo zenith. Era quasi mezzogiorno, e il rosso della roccia bruciava le pupille e amalgamava i colori, le rade piante si confondevano e quasi sparivano per lasciare spazio ai giochi di ombra che le scandagliature e le rientranze delle rocce piu’ alte e piu’ lontane creavano al nostro passaggio. Bastava fare cinquecento metri che la forma visualizzata qualche secondo prima sparisse lasciando il posto a un nuovo disegno, istantaneo e fuggevole, che trasformava il paesaggio vecchio in quello nuovo.

In quattro giorni abbiamo fatto circa mille chilometri, e riposando gli occhi e gli altri ricettori dalla miriade di stimoli sensoriali ricevuti in questi giorni, la mia mente ha potuto darsi libero sfogo. Il deserto mi e’ stato sicuramente complice.. Ho perso e riacchiappato piu’ volte i miei bizzarri pensieri ballerini mentre osservavo affascinata la distesa di sabbia, arbusti e rocce che puntellavano qua e la’ i contorni del deserto stesso. E’ proprio incredibile constatare come il deserto ci riporti alla vita, ci metta inevitabilmente davanti a noi stessi perche’ ci concede il dono dell’infinita’, dell’apertura davanti a noi. E cosi’ cosa ci rimane da mettere davanti ai nostri occhi se non il libero corso dei nostri pensieri? Il deserto ci ricorda che siamo vivi, come una notte passata all’aperto, ci ricorda che abbiamo dei pensieri da capire, dei sentimenti da risolvere, delle profondita’ (non sempre facili) da esplorare.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Mentre viaggiavo intravedevo come puntini, da lontano, i caravansaraj oramai abbandonati che un tempo fungevano da riparo indispensabile per i mercanti in viaggio sulle loro rotte commerciali e i viaggiatori sui loro cammelli, e pensavo. Sognavo, ad occhi aperti. Mi piaceva immaginare di vecchi mercanti, con i cammelli carichi di stoffe e tappeti e argenti, affaccendarsi per sistemare gli animali e godersi il riposo, per poi ripartire la mattina dopo col sorgere del sole. Adesso la strada della modernita’ ha cambiato direzione e quei caravansarai hanno perso quel loro prezioso significato che li rendeva santuari piu’ di ogni altra chiesa. Non affiancano piu’ la via della seta e piano piano sono spariti dalla memoria collettiva, persa la loro funzione di riferimento. Abbandonati a loro stessi, rimangono oramai custodi dei suoni misteriosi che il vento provoca passando negli interstizi vuoti dei muri, o riparo di carcasse di animale.

Tuttavia il viaggio prima o poi finisce (a parte per alcuni irriducibili), e trovo davanti a me due altopiani sacri, sulla cui cima si ergono i resti di due torri circolari volte verso il cielo. Le Torri del Silenzio, luoghi sacri dello zoroastrismo, in cui i seguaci di Zarathustra fino a trent’anni fa portavano i corpi dei loro defunti affinche’ venissero mangiati dagli avvoltoi e lasciate soltanto le ossa, rinchiuse in ossari incastonati poi nella roccia. Questa pratica era frutto di convinzioni che risalgono a 2500 anni fa, secondo cui i quattro elementi naturali erano considerati sacri e dunque non dovevano venire inquinati con i cadaveri umani. Seppellendoli si sarebbe inquinata la Terra, bruciandoli l’Aria e il Fuoco, e cosi’ via.

Alla base di questi rilievi montuosi i resti di alcune strutture abitative, atte nel passato a ospitare i parenti del defunto che dovevano attendere il completamento dell’opera degli animali. Un sacerdote infine vegliava sul corpo per tre giorni: il suo compito era quello di annotare quale dei due occhi veniva cavato per primo al defunto: se quello destro, allora si aveva buon auspicio, viceversa se il primo era il sinistro si considerava di cattivo auspicio.

Sono salita fino in cima alla piu’ bassa di queste due costruzioni montuose, era appena calato il tramonto e ho potuto godere dello spettacolo infinito del crepuscolo che si porta via le ultime onde di luce, alternate nelle tonalita’ piu’ calde che ognuno di noi puo’ immaginare se scava nella sua memoria. Il cielo cosi’ colorato si modulava dietro ai confini delle montagne estese lungo tutta la mia visuale (almeno 180 gradi), rilievi che pian piano diventavano neri, appuntiti, frastagliati, magnifici nel loro attendere la notte buia. I contorni erano talmente definiti che la suggestione e l’emozione di quel luogo e’ stata a dir poco incredibile. Le nostre figure a loro volta disegnavano sagome piu’ umane, nere in controluce, mosse lievemente dal vento insistente tipico delle pendici che, davanti a se’, non trovano nulla a fare da scudo.

Pareva quasi di sentire in lontananza il grido degli avvoltoi, che piano piano, separatamente, si avvicinavano alla torre per poi disporsi in volo a cerchi concentrici, fino al momento del primo assalto al cadavere.
E’ stato davvero splendido avvertire il contatto con il passato, con riti di culto cosi’ significativi e pregnanti, cosi’ ricchi di simbologia con cui ognuno di noi puo’ identificare il proprio io piu’ profondo, ritrovare in se’ dei tratti antropologici e culturali/cultuali comuni, in altri termini radici umane che rispondono al suono delle stesse corde alle quali rispondevano i primordi dell’umanita’.

Alla prossima, Viola

Informazioni su violaventurelli

Giornalista professionista e pr, si occupa di media, attualità, politica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 20/08/2012 da in Me, Notizie, Storie, Viaggi con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: