Il blog di Viola Venturelli

Racconto storie. Parlo di Startup e Lavoro. Giornalismo e Marketing. Cibo e ambiente.E di ciò che mi passa per la testa.

Viaggio in Israele. Tra contraddizioni, dolci tramonti e la voglia di diventare giornalista

Tramonto a Betlemme

Tramonto a Betlemme

C’è forse un modo migliore per inaugurare la nostra sezione Viaggi (già attiva ma un po’ nascosta in realtà) e soprattutto la prima collaboratrice ufficiale di questo blog se non quello di ospitare il diario di bordo di Alice ad Israele?

Alice è una giovane laureata italiana che, dopo aver conquistato il suo titolo in Lettere moderne e aver passato un anno a rifiutare qui in Italia lavori pseudo-giornalistici pagati 2€ al pezzo ha deciso di credere nella sua passione e nel suo obiettivo di diventare giornalista e lanciarsi nel vuoto: tre mesi a Londra, dove ha incontrato cattiveria, pregiudizio, difficoltà economiche e poco rispetto perchè ‘immigrata’, e poi finalmente ha superato un colloquio che l’ha portata in Israele, a Gerusalemme, per fare un corso di giornalismo (non pagato) per imparare le tecniche del racconto giornalistico e documentale come inviato in zone ‘calde’, dove cioè da un momento all’altro ti può capitare una diretta perchè tu sei lì, sul campo, e le testate ti cercano per raccontare al mondo quello che sta succedendo.

E così Alice è partita, con 50% di fifa e 50% (ma io credo di più) di coraggio, col suo kit di medicinali d’emergenza regalo di un’amica e il gilerone da pescatore che val bene una Luis Vuitton. Portandosi almeno quindici maglioni di lana che non utilizzerà mai. E le sue parole, scritte sul suo profilo Facebook per salutare gli amici ed esorcizzare l’ansia, sono il modo migliore con cui questo viaggio comincia:

La domanda che più mi è stata rivolta in questi ultimi giorni e che, personalmente, io ho rivolto a me stessa milioni di volte è “ma chi me l’ha fatto fare?”. Ora, mentre non riesco a trovare quello che devo mettere in valigia e sono in ritardo su tutta la tabella di marcia, ho trovato finalmente la risposta a questa domanda. Me lo fanno fare i sogni, mai traditi, di quando ero bambina e me lo fanno fare quelle sensazioni di inadeguatezza, insoddisfazione, irascibile impulsività che mi hanno sempre accompagnato e me lo fanno fare le ore spese a non fare altro che pensare e pensare e ripensare e me lo fa fare anche quella mancanza di senso misura che si dirama in completo immobilismo per quella che volgarmente si chiama “fifa” o in improvvisi slanci di coraggio per quella che si chiama “incoscienza”. E me lo fa fare la mia strada che io, ostinata e presuntuosa bambina, avevo già tracciato. Che sia la strada giusta o meno non mi è dato ancora saperlo ma, come mi ha detto una grande persona che ho la fortuna di avere come amica, a volte si imbocca la strada giusta, a volte si imbocca la strada sbagliata, ma il più delle volte si imbocca una strada che non è nè giusta nè sbagliata, è solamente la tua strada.

Bene, che dire… diamo il benvenuto ad Alice e iniziamo ad ascoltare la sua storia!

Informazioni su violaventurelli

Giornalista professionista e pr, si occupa di media, attualità, politica.

2 commenti su “Viaggio in Israele. Tra contraddizioni, dolci tramonti e la voglia di diventare giornalista

  1. giancarla venturelli
    19/10/2013

    auguri cara Alice e complimenti per la tua scelta coraggiosa, un abbraccio Giancarla

    • alicea86
      21/10/2013

      grazie mille!!

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